Veronika Horvath: la realtà da scoprire

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Veronika Horvath è ungherese; nata a Budapest trentanove anni fa, foto amatrice ora impegnata in un importante percorso di formazione professionale fotografica, fra i molti riconoscimenti ricevuti per le sue immagini che emozionano per il calore, la spontainetà e la chiarezza dei particolari ha ottenuto il primo posto assoluto al concorso ‘Urban’ edizione 2013 di dotART con la sua foto ‘Awaiting’. Veronika è stata ospite a Trieste durante la premiazione del concorso. [English version here]

Veronika HorvathVeronika, come hai iniziato questo tuo personale viaggio nel mondo della fotografia? È una passione che avevi già da bambina o è venuto tutto dopo?

È cominciato tutto quando ho compiuto vent’anni; adesso ne ho trentanove. Ero autodidatta ed era sempre stato (solo) il mio hobby. Due anni fa è cambiato tutto: ho frequentato il mio primo corso di fotografia. Mi ha ispirata moltissimo e mi sono resa conto di quante cose ci sono da esplorare, di quante più cose ci sono da scoprire. Dopo quel primo corso ho completato una scuola di foto giornalismo in Ungheria e adesso sono iscritta a un corso di tre anni in una scuola di fotografia – ho ottenuto una borsa di studio al secondo anno. Gli ultimi due anni mi hanno impegnata veramente molto.

Dove vivi?

Vivo a Budapest. Sono nata a Budapest. Per otto anni ho vissuto a Baltimora, e credo sia stato il luogo più importante per me dal punto di vista della mia esperienza fotografica. Negli Stati Uniti ho frequentato la scuola di design del MICA (Maryland Institute College of Art), e, come grafico, ho anche lavorato presso una società di design e architettura. Credo che sia stata quell’esperienza che mi ha insegnato un modo diverso di vedere.

 

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Hai iniziato direttamente con il digitale? Oppure hai avuto anche delle esperienze con la fotografia in analogico?

Ho iniziato a esplorare l’analogico e fatto foto in pellicola solo di recente. Ho sempre fotografato in digitale.

Che fotocamera usi?

La Canon 6D con tre ottiche – tre focali fisse, 35mm , 50mm e 85mm. Uso le ottiche Zoom solo raramente. Sono passata alla Canon 6D recentemente, sostituendo la mia Nikon D40… ho usato la D40 per un tempo molto lungo – alla fine mi sono sentita molto limitata dalla mia attrezzatura, ed è stato quello il momento in cui ho cambiato. Ho anche una Fuji X100s, la porto con me quasi tutti i giorni.

Veronika Horvath - FestivalPreferisci le foto a colori o quelle in bianco e nero?

Penso il colore – probabilmente il colore; dipende però veramente dal tema e dal messaggio del progetto fotografico. Di recente ho lavorato a un documentario su uno dei peggiori distretti di Budapest – e anche per quelle fotografie ho usato una post produzione a colori.

È più importante l’istinto o la regola? Secondo te, la conoscenza della tecnica è indispensabile a un fotografo?

Penso che la conoscenza della tecnica sia così importante che tu debba raggiungere quel punto nel quale arrivi a dimenticartene completamente, quel momento nel quale non ci pensi neanche più. È allora che puoi usare liberamente il tuo istinto, non più limitato dalla tua conoscenza della tecnica ma anzi supportato da essa.

La fotografia è un’arte?

Certo che può esserlo; un’arte molto importante.

Che cosa pensi dell’utilizzo di Photoshop, della post produzione e del foto ritocco?

Quello che succede all’immagine dopo che l’hai catturata è molto importante. Il nome è cambiato – da ‘camera oscura’ a Photoshop – ma lo scopo è lo stesso. Ciascuno è libero di decidere la quantità, il livello di post produzione che vuole applicare alla sua immagine fotografica; io penso che ‘il meno sia più’, e possa essere più di gusto.

Come scegli i tuoi soggetti?

Di solito ho un certo numero di progetti, di ‘lavori in corso d’opera’ in mente. Non so spiegare bene il processo che mi porta a scegliere un soggetto: normalmente inizia con qualcosa che è molto importante per me, molto importante sul piano personale. Oppure è un compito ricevuto a scuola che porto in una direzione capace di esprimere maggiormente ciò che ho in mente e il come mi sento di fronte a quel tema.

Veronika Horvath Urban 2013 dotARTImitare è un bene?

Penso che ci sia una differenza fra l’imitare il lavoro di qualcuno e il trarne ispirazione. Ci sono moltissime altre cose oltre la fotografia e i fotografi che possono ispirarmi. Ciò che m’ispira di più sono la musica e la gente attorno a me – i miei amici più di tutti.

Se guardi a te stessa, chi sei in questo nostro mondo di fotografie?

Adesso sono lacerata da due sentimenti contrapposti – da due cose contrapposte: mantenermi come fotografa da cerimonia e matrimoni oppure lavorare sui miei progetti fotografici. Sono quest’ultimi quelli che mando ai concorsi e di recente mi hanno anche chiesto di presentare le mie foto a un festival fotografico. L’avere un lavoro completamente diverso, lontano dalla fotografia, non mi permette di spendere tutto il tempo che vorrei sui miei progetti.

Roberto Srelz © centoParole Magazine – riproduzione riservata

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Urban 2014 dotARTLa quinta edizione del concorso internazionale di Street Photography «URBAN 2014», promossa dall’associazione culturale triestina dotART in collaborazione con Photographers.it e doc! Photo Magazine e svoltasi dall’1 aprile al 15 giugno, ha visto in competizione più di mille foto e cento portfolio per quasi cinquecento partecipanti da moltissime nazioni. Oltre all’Italia si sono distinte Gran Bretagna, Stati Uniti, Australia, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Serbia, Polonia, Ungheria e molte altre. Le visite al sito Web del concorso sono state oltre venticinque mila in due mesi.

Adesso è il turno della giuria, che dovrà decretare i tre portfolio vincitori, le cinque foto vincenti per ciascun tema («Street Photography», «Colore in città» e «Acqua») e le tre foto vincitrici assolute. I finalisti accederanno a un monte premi complessivo di tremlla Euro, comprensivo di pubblicazione delle foto su prestigiosi portali fotografici tra cui la sezione Fotografia de LaStampa.it.

Anche quest’anno la giuria ospita importanti nomi internazionali: i fotografi olandesi Adrian Sommeling e Ronald Koster, lo slovacco Martin Vrabko, lo spagnolo Gonzaga Manso, la fotografa e illustratrice francese Alexandra Sophie, il fiorentino Edoardo Agresti, fotografo ufficiale del Nikon Professional Team e collaboratore delle principali riviste di viaggi nazionali ed estere, Giancarlo Torresani, operatore culturale e direttore del “Dipartimento Didattica” FIAF, Grzegorz Kosmala, direttore della rivista online doc! photo magazine, mensile dedicato alla fotografia documentaria contemporanea, Gregory Panayiotou, apprezzato fotografo cipriota, Ilona Pulkstene, talentuosa artista lettone, Inez Baturo, fotografa e artista polacca, l’americana Liesa Cole, titolare di uno studio fotografico in Alabama, Massimiliano Morlotti, uno dei più importanti fotografi di matrimonio in Italia, Raimondo Musolino, Benemerito della Fotografia Italiana e operatore culturale nell’ambito della fotografia, e il polacco Zbigniew Podsiadlo.

dotART annuncerà i nomi dei vincitori entro luglio 2014 pubblicando la classifica finale sul sito del concorso www.urban.dotart.it ed entro fine anno inaugurerà la mostra collettiva in cui saranno esposte e premiate le migliori fotografie classificate. Nel frattempo, l’associazione è già al lavoro sulle anteprime estive: la prima mostra confermata sarà inaugurata il 27 agosto allo Szomszéd Bar di Budapest. Sempre ad agosto, è previsto un ciclo di mostre anche a Cracovia. Dal 2011 sono state allestite mostre di URBAN a Trieste, in Polonia (Cracovia), Ungheria (Budapest e Miskolc), Lettonia (Riga) e Colombia (Bucaramanga).

 

 

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